Sanremo 2026 tra innovazione digitale, cybersecurity e intelligenza artificiale

Il Festival di Sanremo 2026 non è solo un grande evento musicale, ma un contesto in cui tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale (IA) e le pratiche di cybersecurity ricoprono un ruolo importantissimo proprio per la natura del modo in cui la musica, i contenuti e l’esperienza dell’evento vengono gestiti e protetti.

IA e contenuti musicali: opportunità e rischi

In occasione di Sanremo, le iniziative collaterali che si osservano attorno all’evento sono tantissime, ma quelle promosse da Wmf – We Make Future hanno portato la tecnologia AI in primo piano attraverso programmi e installazioni dedicate all’innovazione digitale, alla robotica e all’IA, con spazi di discussione, future talks e performance basate su tecnologie digitali.

Quest’anno la novità è l’esperimento Sanremo AI, un festival parallelo in cui artisti e giurie sono generati da Intelligenza Artificiale per mostrare come gli algoritmi possano non solo assistere alla creazione di contenuti, ma anche simulare processi creativi tipici del settore musicale.
Questo fenomeno riflette dinamiche più ampie: strumenti di generazione musicale basati su IA possono produrre versioni sintetiche dei brani, remix non autorizzati o contenuti affini ma non originali, con implicazioni significative sulla tutela della proprietà intellettuale, sulla trasparenza dei mercati e sulle metriche di ascolto.

Cybersecurity: protezione dei dati e delle infrastrutture

Quindi neanche Sanremo può sottrarsi all’evoluzione digitale, lo vediamo anche nel modo in cui si ascolta la musica, un tempo in radio, oggi su piattaforme di streaming, applicazioni ufficiali, oltre all’interazione del pubblico in tempo reale, come i sistemi di voto, archivi di dati su artisti e fan, strumenti di analytics social e altro ancora. Come contenuti digitali anche questi devono essere protetti da minacce informatiche. In questo settore, le organizzazioni del media e dell’intrattenimento adottano standard di sicurezza consolidati, come il NIST Cybersecurity Framework, per valutare rischi, implementare controlli e pianificare risposte a incidenti.
Queste misure sono fondamentali non solo per difendere i dati personali degli spettatori o delle persone coinvolte nell’evento, ma anche per proteggere i diritti di proprietà intellettuale dei contenuti (musica, video, performance) da accessi non autorizzati, furti o diffusione illecita. Nel settore media, infatti, la perdita o la fuga di contenuti può causare danni economici importanti e compromettere relazioni commerciali e reputazione.
L’intelligenza artificiale, oltre alla generazione di contenuti di cui abbiamo parlato in precedenza, può diventare uno strumento chiave nel rafforzamento delle difese digitali degli eventi: soluzioni basate su IA, infatti, sono sempre più utilizzate per rilevare in tempo reale comportamenti anomali, monitorare flussi di traffico dati sospetti o automatizzare rilevazioni di phishing e intrusioni. Questi sistemi, integrati con tecnologie di location intelligence e predictive analytics, possono aiutare organizzatori e team di sicurezza a rispondere velocemente a minacce emergenti e a pianificare strategie di protezione prima, durante e dopo un grande evento.

Ciò naturalmente non è confinato ad un evento come il Festival ma fa parte delle best practices per proteggere anche enti e aziende.

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